Rassegna stampa


28 marzo 2014

Calamità: quando è l’app che ti salva la vita
Sviluppata da Larin per le emergenze e donata al Comune

L’app ti salva la vita. In caso di calamità, l’ansia principale di chi è coinvolto è trovare un rifugio sicuro per sé e per i propri cari. Ma in situazioni di emergenza è decisivo mantenere la calma e sapere cosa fare. Alzi la mano chi conosce dove sono i punti di raccolta del proprio comune. Nessuno? Ecco perché è nata “Keepcalm Belluno”, un’app che mette chiunque nelle condizioni di “fare la cosa giusta”, per sé e per gli altri.

L’app riporta nel dettaglio le 44 aree di attesa e di riunione previste nel piano di emergenza comunale, indica i numeri di emergenza a cui rivolgersi e contiene una sezione news per le comunicazioni urgenti alla popolazione.

L’app è stata realizzata grazie ad una sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’azienda Larin, giovane startup bellunese (l’età media dei dipendenti è 25 anni) e l'ingegnere Marco Bogo (30 anni, specializzato nell’area sicurezza e volontario di protezione civile).

«Grazie all’app sono state georeferenziate le 44 aree di attesa alla popolazione e di ricovero previste dall’attuale piano comunale», spiega Bogo. «Accedendo all’applicazione con uno smartphone dotato di GPS viene individuata immediatamente l’area più vicina alla propria posizione, che è visualizzabile su una mappa”. Nell’app sono indicati tutti i numeri di emergenza del territorio comunale e vi è una sezione “News” che ora carica le notizie del sito “Adorable Belluno” ma che potrà essere utilizzata per comunicare con la popolazione in caso di emergenza.

«L’app è stata sviluppata con la filosofia della prototipazione rapida», spiega Marco Da Rin, amministratore delegato di Larin. «La prototipazione rapida è un paradigma spesso utilizzato dalle startup della Silicon Valley per valutare quali sono le idee migliori e funzionali. Sommando le ore di sviluppo e inserimento dati, si arriva a circa una settimana lavorativa. Un tempo infinitamente inferiore a quello necessario per sviluppare un’applicazione, con un guadagno immediato in termini di contenimento dei costi e di efficienza».

«E’ un esempio del modello di collaborazione tra pubblico e privato nel futuro», afferma il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro. «Sfruttando il concetto di Open Data, le pubbliche amministrazioni condividono la loro risorsa più preziosa, le informazioni. Da qui la fantasia di privati e aziende è spesso sufficiente, come in questo caso, a generare nuovi servizi utili ai cittadini».

L’app, disponibile per tutti gli smartphone dotati di sistema operativo Apple o Android, è stata ceduta gratuitamente da Larin al comune di Belluno ed è attualmente candidata a ICT 2014 Nord-Est, il premio SMAU dedicato ai prodotti innovativi.

Informazioni aggiuntive sono disponibili sul sito web www.keepcalmapp.it

6 febbraio 2014

Il Ministro Flavio Zanonato ha incontrato il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, insieme a Telecom per discutere sui problemi della banda larga nel bellunese. Nell’immagine: il post su Twitter del Ministro Zanonato, con relativa foto dell’incontro.

       



26 gennaio 2014

Belluno, soldi europei per piazza dei Martiri

Il Comune sta cercando fondi per la riqualificazione del listòn. Domani riunione per edicole e terrazze dei caffè.

imageBELLUNO. Listòn, la lista delle spesa. Ci vorrà un milione e mezzo di euro per la riqualificazione completa di piazza dei Martiri. E almeno un paio d’anni di cantiere, durante i quali il salotto buono non sarà più lo stesso. Ma intanto domani pomeriggio c’è la riunione attesa per le due rivendite di giornali e le terrazze dei caffè storici Deon e Manin, gli interventi più immediati. Intorno al tavolo di Palazzo Rosso, il sindaco Jacopo Massaro, gli assessori Valerio Tabacchi e Franco Frison e i dirigenti Carlo Erranti e Lucio Lussu. Appuntamento alle 15. Tutto dovrà essere pronto entro primavera, poi in estate, riprenderanno i “Giovedì di sera” e si sta lavorando alla terza edizione del Festival show delle radio Bella e Monella e Birikina. Qui scende in piazza anche il Consorzio Belluno Centro storico.

C’è un po’ d’impazienza e anche qualche protesta da parte degli operatori, perché non si sta andando avanti in orario, anche per il recente rimpasto nella giunta comunale, con l’ingresso di Frison. Per esempio, il progetto delle edicole è in un cassetto dal 20 giugno e lì è rimasto per diverso tempo, senza che nessuno lo consultasse: «Posso garantire che gli uffici ci hanno lavorato», assicura l’assessore al Turismo, Valerio Tabacchi, «e la tempistica è quella che avevo annunciato e ribadito ai diretti interessati. Si era parlato della primavera e crediamo di poter rispettare questa promessa. Non ho sentito chissà che rimostranze, anche perché sono dalla parte di chi sta investendo soldi di tasca propria non solo per migliorare il proprio posto di lavoro quotidiano, ma anche per dare una faccia migliore alla piazza. Non potrebbe essere altrimenti».

Investimenti privati questi. Ma quelli che serviranno a sistemare complessivamente la cartolina più bella della città? «Bisognerà essere bravi a intercettare finanziamenti europei. Ci sono 550 mila euro per il Veneto, dopo che l’anno scorso siamo riusciti ad averne 150 mila dalla Regione, sempre alla voce turismo. Serve avere un progetto il più possibile convincente, perché se aspetti di poter tirare fuori qualcosa dal bilancio comunale, probabilmente diventi vecchio».

C’è ancora un po’ di tempo, prima della chiusura della legislatura, intanto non è più tanto lontana la prossima estate, che va programmata con il necessario anticipo: «In linea di massima, il prossimo 5 luglio riprenderanno i “Giovedì di sera”, con musica e compere fino a tardi, che andranno avanti fino alla metà di agosto. E poi contiamo di riavere il grande spettacolo del Festival show, per il quale bisognerà sentire non solo gli organizzatori, ma anche gli operatori commerciali. Sono convinto che si possa ripetere il grande successo dei primi due anni. In un capoluogo di provincia delle nostre dimensioni, c’è bisogno di grandi eventi come questo. Sicuramente il turismo sarà uno dei settori più importanti, da qui alla fine della legislatura».

Corriere delle Alpi

 22 gennaio 2014





18 gennaio 2014

Leggo che il Patto per Belluno “non garantirà più appoggio incondizionato a Massaro perché al Patto non è stato affidato alcun incarico, né in giunta né fuori giunta”. Credo che l’affermazione meriti un paio di considerazioni e una puntualizzazione.

La prima considerazione riguarda il metodo: tutti coloro che si sono candidati insieme a me hanno scelto un’innovazione secca nel metodo, e l’hanno accettata. Non sono disponibile, e credo che non lo sia nessuno in maggioranza, a cedere rispetto a questa scelta per due motivi: perché Belluno – e l’Italia in generale – ne ha tanto bisogno, e perché i patti coi cittadini vanno rispettati.

Questo impegno con gli elettori mi ha portato a nominare tutti gli assessori, e tutte le altre cariche, in modo assolutamente indipendente: senza indicazioni, né condizionamenti. Così ho potuto coniugare, e continuerò a farlo, la ricerca dei risultati con una frattura col metodo della vecchia politica.

La seconda considerazione è sul merito: non sono disponibile a far sì che nell’agenda politica di questa amministrazione ci siano questioni di spartizioni e scambi, tanto più mentre la gente non tira a fine mese.

Dopo la fase iniziale delle soluzioni ai problemi pregressi, siamo impegnati ora in una seconda fase, quella del rilancio della Città, che passa attraverso progetti su lavoro e realizzazione dei giovani a Belluno, sul creare un welfare all’avanguardia nel peggior periodo di crisi della storia, sul coltivare l’eccellenza del sistema scolastico primario, sull’attuare il rilancio dell’edilizia mediante il recupero dell’esistente, e sulla costruzione, per la prima volta, di un vero progetto turistico della Città basato su ambiente, cultura e mobilità sostenibile.

In sostanza, siamo impegnati ad attuare il programma che abbiamo presentato agli elettori. Chi ha voglia di rimboccarsi le maniche rivedendosi in questi impegni è il benvenuto, ed ha tutta la mia considerazione, il mio sostegno, i ruoli e gli strumenti per potervi contribuire.

Chi invece ritiene di fare inversione a “U” abbandonando questa discussione sul futuro della città per discutere di altro, e spero non sia il caso del Patto per Belluno, per quanto mi riguarda si può accomodare.

Infine vengo alla puntualizzazione: oltre un anno fa, stavo per nominare un assessore e un consigliere delegato alle frazioni nelle fila del Patto. Ovviamente, lo avrei fatto in modo indipendente, senza accettare condizionamenti, come è stato per tutti gli altri. Quando ho comunicato tutto questo al Patto, sono stato stoppato: dovevano discuterne internamente, mi dissero. Poi è accaduto un po’ di tutto: un loro Consigliere se n’è andato, mezza Assemblea anche. Chiesi più volte, anche per iscritto, di poter incontrare l’assemblea del Patto per capire perché mi chiedessero di non nominare un loro assessore (avevo una certa urgenza di farlo per coprire meglio alcuni referati), ma purtroppo non sono mai stato invitato. Oggi leggo questa affermazione, sul venir meno del sostegno incondizionato, come se prima ci fosse stato. Non voglio entrare nelle questioni interne del Patto, ma credo che alcuni problemi al proprio interno debbano risolverli una volta per tutte.

Per il resto – come è sempre stato e come ho sempre detto – chi ha voglia di impegnarsi con spirito di servizio per Belluno scegliendo metodo e merito nuovi è il benvenuto e sarà coinvolto. Chi ha voglia di parlar d’altro tornando al passato, no.

Jacopo Massaro



13 luglio 2013

http://www.bellunopress.it/2013/07/13/ringrazia-e-se-ne-va-walter-cibien-esce-dal-patto-per-belluno-per-confluire-nella-lista-in-movimento-con-massaro/

Ringrazia e se ne va: Walter Cibien esce dal “Patto per Belluno” per confluire nella lista “In Movimento” con Massaro

Walter Cibien

In data odierna ho rassegnato al capogruppo Celeste Balcon le mie dimissioni dal gruppo consiliare del Patto per Belluno chiedendo di aderire al gruppo consiliare della lista In Movimento idealmente a me più vicina”.

Ne dà notizia il consigliere del Comune di Belluno Walter Cibien.

Sono in Consiglio Comunale, come tutta la maggioranza, perché ho vinto con questo Sindaco e ne ho condiviso il programma. – prosegue Cibien – I miei personali elettori avrebbero comunque votato per Massaro e quindi credo capiscano e condividano la scelta. Una scelta chiara e meditata a lungo, della quale mi assumo tutte le responsabilità. Fatta per sgombrare il campo da eventuali future incomprensioni e volta anche, se vogliamo, a ricompattare il Patto su un percorso ben delineato dall’assemblea sovrana. Pur su posizioni diverse lavoreremo comunque insieme per lo stesso scopo: il bene comune. Un ringraziamento particolare a Celeste Balcon, anima e motore del movimento”.


23 giugno 2013

COME AL SOLITO LA SANITA’ BELLUNESE VIENE DECISA DAI POLITICI!

E’ di questi giorni la pubblicazione delle schede sanitarie ospedaliere regionali che riportano l’assetto della sanità bellunese dei prossimi 3 anni. Gestazione quanto mai problematica e che ha visto in questi mesi le ipotesi più disparate fra chiusure di reparti ospedalieri, potenziamento di ospedali, declassamento di altri ospedali, tutte ipotesi smentite il giorno dopo della pubblicazione sui media.

Ora finalmente possiamo parlare di qualcosa di concreto essendo le schede ormai pubbliche con delibera della Regione Veneto ed ancora una volta viene da pensare che il futuro della sanità pubblica dipenda poco dalla programmazione e dalla valutazione delle esigenze del territorio e molto dal peso che i politici hanno sulle scelte della Regione.

Se non c’è dubbio che l’Ospedale di Belluno potenzia il suo ruolo di Ospedale HUB di riferimento per tutta la provincia con l’introduzione dell’emodinamica h24, con il potenziamento della rete delle emergenze, la definizione di strutture che fungono da coordinamento con la ULSS 2 come la Medicina Trasfusionale è tuttavia altrettanto vero che si è persa un occasione per fare finalmente una vera programmazione sanitaria a carattere provinciale e lo dimostra il fatto che a fronte della presenza nella provincia di due poli oncologici di cui uno sicuramente altamente specialistico quale il nascente polo chirurgico oncologico gastrointestinale presso l’ospedale di Feltre (consideriamo comunque che il bacino di utenza di questo centro è pari a 1/3 della popolazione di una media città come Padova) si viene tuttavia a perdere in provincia una eccellenza nel trattamento delle neoplasie quale è la perdita della Unità Operativa Complessa di Radioterapia dell’Ospedale di Belluno, struttura fondamentale nel percorso di diagnosi e cura delle neoplasie. Bisogna infatti pensare che in futuro gli investimenti in campo radioterapico nell’Ospedale di Belluno verranno decisi da un’altra parte (Treviso) dove le problematiche legate al territorio e quindi alla programmazione sanitaria non sono sicuramente sovrapponibili a quelle della nostra provincia.

La lettura delle schede regionali porta altresì a pensare che per poter giustificare l’aumento delle Unità Operative Complesse all’Ospedale di Feltre, per mantenere costante il numero di primariati in provincia, si siano dovute sacrificare alcune unità Operative Complesse della ULSS 1, alcune attese ma in altri casi inaspettate come nel caso della Dermatologia, che se pur “poco attivata” come è stato detto, tuttavia è una struttura fondamentale sia per l’attività che svolge sul territorio sai per il ruolo che ha nella prevenzione dei tumori della pelle. Depauperare la provincia dell’unica struttura a valenza dermatologica limitandola ad un semplice ambulatorio che dipende da una struttura fuori provincia, vuol dire non tenere conto del bene dei nostri cittadini e di questo la popolazione ne deve chieder conto ai politici che lavorano a Venezia.

L’ultimo pensiero che ci viene considerando le schede è che se è vero che il nostro territorio è un territorio particolare per estensione e per dispersione della popolazione e che quindi ha il “diritto” di avere più posti letto ospedalieri per abitanti, perché si aumentano i posti letto della ULSS 2 e non si aumentano i posti letto della ULSS 1 che ha 3 volte il territorio montano della ULSS feltrino?

Purtroppo dobbiamo dire che il timore che avevamo espresso con la delibera in Consiglio Comunale a Belluno contro il ridimensionamento dell’Ospedale di Belluno a favore dell’Ospedale di Feltre, in parte si è avverato e questo ci deve insegnare quanto sia importante cominciare a lavorare integrando le eccellenze e le specificità del nostro territorio considerandolo un unico e tenendo sempre come obbiettivo il miglioramento della assistenza ed il bene dei nostri cittadini.

Francesca De Biasi, Pierenrico Lecis, Tomaso Zampieri
Consiglieri Comune di Belluno, lista “In Movimento”